Bericht von der Oetzi Aktion am Similaun

CQ de IN3GEN/p

DEUTSCHE UEBERSETZUNG:

05.00 Uhr morgens des 18. August 2011. Mein Freund Ivan und ich sind am Parkplatz des Vernagter Stausee im Schnalstal auf ca. 1.700 m Höhe.  Es ist noch dunkel, aber wir machen uns mit den Rucksäcken in Richtung Tisenhof auf. Hinter dem Hof verläuft der Weg in Richtung Nordosten durch das grüne Tisental.

In der Dunkelheit begleitet uns das Rauschen des Baches und die Glocken einiger Kühe. Langsam geht die Sonne über den umliegenden Gipfeln auf, und die grünen Almwiesen werden von den Geröllhalden abgelöst. Der Weg verläuft nun in Kehren zur Similaunhütte auf 3.000 m Höhe.

Dort angekommen, ruhen wir uns kurz aus und genehmigen uns einen Tee. Wir machen einige Fotos, und schon geht es wieder weiter in Richtung Hauslabjoch, dem Fundort von Ötzi auf 3.210 m Höhe.

Der Weg ist sehr beeindruckend und verläuft entlang eines Grates mit Blick auf den Similaungletscher, welcher von zahlreichen
Seilschaften begangen wird. Nach einer Stunde Gehzeit ab der Hütte und nach ein paar gequerten Schneefeldern erreichen wir den Fundort der Gletschermumie. Ötzi wurde hier 1991 gefunden. Wir sind nun 5 Stunden unterwegs.
Wir knipsen einige Fotos und lassen uns auf einer Anhöhe in unmittelbarer Nähe nieder. Die Anbringung des Dipols stellt sich mangels fehlender Anbringungsmöglichkeiten schwieriger als gedacht heraus. Aber es klappt und auch die 4-Element-Antenne wird aufgestellt. Im 2-m-Band rufe ich CQ. Kurze Zeit höre ich gar nichts, dann die erste Antwort aus IS0, und es folgen immer mehr Stationen, welche ein richtiges pile up bilden.

Ivan verfolgt interessiert die Aktivität und macht ein Foto nach dem anderen. Die Zeit vergeht wie im Fluge und plötzlich zwischen einem QSO und dem anderen, schwächelt die Batterie. Ich muss mit weniger Leistung arbeiten, und es gehen sich noch 3 – 4 QSO’s aus, dann ist endgültig Schluss.

Wir packen die Antennen und die restliche Ausrüstung zusammen. Beobachtet werden wir dabei von einem Steinbock und während wir uns in Richtung Schutzhütte aufmachen, tauchen schon die ersten bedrohlichen Wolken auf.

Wir legen eine kurze Pause bei der Schutzhütte ein und steigen dann über die Aufstiegsroute bis zum Parkplatz ab.

Es konnten fast 50 QSO’s im Logbuch verzeichnet werden, die zwischen 7 und 144 MHz auf 3.200 m Höhe durchgeführt wurden. Aufgrund der Länge des Weges, der Hitze und der schweren Rucksäcke war es sehr anstrengend.
Wir hatten trotzdem viel Spaß. Schade war nur, dass das beantragte Sonderrufzeichen vom zuständigen Ministerium verweigert worden ist, obwohl der Fundort von Ötzi weltweit bekannt ist und es zahlreiche Initiativen gibt, um an den Fund zu erinnern …

73 de IN3GEN  Gianni

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TESTO ORIGINALE IN ITALIANO

Ore 05 di giovedi’ 18 agosto, io e il mio amico Ivan siamo al parcheggio presso la diga di Vernago, val Senales a circa 1700 m.

Fa ancora buio ma zaini in spalla ci incamminiamo sulla stradina in direzione del maso Tisenhof. Alle spalle del maso imbocchiamo il sentiero che risale indirezione nord est la lunga verdeggiante valle di Tisa.

Nell’oscurità ci accompagna il rumore del torrente e lo scampanellio di qualche mucca al pascolo. Piano piano il sole comincia a fare capolino sulle cime circostanti e finalmente, superate le ampie praterie della valle, giungiamo al ghiaione che
con il suo sentiero a zig zag ci porta ai tremila metri del rifugio Similaun.

 

Breve sosta per un thè, qualche foto e poi di nuovo in cammino in direzione nord verso il Giogo di Tisa, luogo del ritrovamento di Oetzi, a 3210 metri di quota.

Sentiero molto suggestivo, sempre su cresta frastagliata con costante veduta sul fronteggiante ghiacciaio Similaun percorso da numerose cordate intente a raggiungerne la cima. Attraversando qualche breve campo di neve arriviamo, dopo
un’ora abbondante dal rifugio e quasi cinque dalla partenza, al cippo che ricorda il ritrovamento della mummia avvenuto nel 1991.

Dopo alcune foto di rito ci siamo sistemati su un comodo ripiano nelle immediate vicinanze. Installato con un po’ di fatica il dipolo causa scarsità di appigli e la 4el. per i due metri inizio con le chiamate. Nessuna risposta per un po’, poi finalmente il primo qso con un is0 e poi stazioni sempre più numerose fino a formare un corposo pile up.

Ivan mi guarda con curiosità e mi scatta numerose foto. Il tempo passa in fretta tra un qso e l’altro, all’improvviso la batteria cede, devo abbassare la potenza, faccio ancora con fatica altri tre-quattro qso poi purtroppo basta.

Smontiamo le antenne e il resto, oltretutto si avvicinano nuvole un po’ minacciose per cui cominciamo la discesa verso il rifugio osservati da un bel esemplare di stambecco.

Altra breve sosta ristoratrice al rifugio e poi giù di nuovo per la valle fino al parcheggio.

Fatti quasi una cinquantina di qso fra 7 e 144mhz a 3200 metri di quota raggiunti con fatica per la lunghezza del percorso, il caldo e il peso dello zaino.
Nonostante ciò ci siamo divertiti molto, l’unico rammarico non aver potuto operare come ci eravamo preposti, cioè con nominativo speciale per l’evento negatoci dal competente ministero su nostra precisa richiesta, il quale nonostante l’avvenimento straordinario di portata mondiale e le numerose iniziative messe in atto per ricordarlo, non ha ritenuto
opportuna la nostra iniziativa…….

73 de IN3GEN   Gianni.

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